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domenica 26 maggio 2013

San Settimio: pace dei sensi

Sono rientrata da poco da un soggiorno a San Settimio, riserva privata, albergo diffuso e tenuta situata a Palazzo, frazione di Arcevia a circa venti chilometri da Senigallia, nelle Marche.
 
Nessun problema per trovarlo, le indicazioni sono chiare, ma non avrei mai immaginato quello che mi sono ritrovata davanti e quali avventure mi aspettavano dietro l'angolo.
 
Non passa molto, dopo essere usciti dall'autostrada, che il paesaggio cambia, fanno capolino le colline, gli alberi ed ogni sfumatura di verde.
 
Appena imboccata la deviazione che conduce alla tenuta sulla destra ci accoglie un lago seminascosto dalla vegetazione, la strada è ombreggiata da alberi secolari, ogni tanto un casale con giardini dove regna la pace, qualche sdraio per godersi il sole ed un angolo barbecue.

 
Poi il maneggio, con i cavalli che vi fanno l'occhiolino dal loro angolo di paradiso, sino ad arrivare al corpo centrale, una struttura che segue le linee della collina, in pietra, legno e ampie vetrate per godersi il panorama mozzafiato anche dall'interno.
 
Percorsi avventura da fare a piedi, in fuoristrada o quad, alla scoperta di una riserva naturale che la proprietà ha rispettato, pur restaurando e portando a nuovo vecchi casali ed ampliando i servizi per la propria clientela mediate la spa, la piscina e le aree all'aperto per i clienti, dove rilassarsi, consumare un pasto leggero o bere qualcosa di rinfrescante.
 
La cucina è ottima e ritroverete nei piatti i prodotti che la terra che vi circonda produce (credo di non aver mai mangiato delle ciliegie così buone in vita mia), da non perdere il pane tostato con la confettura di pere e cannella a colazione, l'insalata di pollo con noci e pinoli a pranzo ed a cena fatevi coccolare dallo chef, saprà proporvi un mix di tradizione e genuinità che vi faranno amare ancora di più il territorio.
 
Animali in libertà, percorsi avventurosi con le funi o il ponte tibetano, la scoperta di angoli ancora nascosti ed inesplorati di questa immensa tenuta vi entusiasmeranno e stupiranno: io non avevo mai visto una pecora saltare una staccionata, voi?

 
A tutto questo va aggiunto per me il non plus ultra, il fattore che rende una vacanza a San Settimio davvero speciale: l'accoglienza, sentirsi a casa, un ambiente familiare, sereno, dove anche le persone che vi aspettano trasmettono la pace che regna fuori e tutt'intorno.
 
Questo è ciò che rende la tenuta un posto speciale: le persone.
 
Grazie a tutti per aver reso indimenticabile il nostro soggiorno.
 
Perché lo consiglio? Perché resta nel cuore.
 
 

 

sabato 6 aprile 2013

La fortezza di San Leo

Siccome i giorni festivi erano due, dopo Gradara e l'amore, passiamo in una prigione storica visitabile: la fortezza San Leo.

 
Celle, sbarre in ferro, spazi angusti e la luce che è solo un miraggio.
 
Le stanze dove alloggiavano le guardie, predisposte per mangiare, dormire e oziare erano in realtà un ambiente unico dove il letto è un mega tavolo leggermente inclinato delimitato da un bordo rialzato, la zona cucina una base rettangolare con due panche lungo i lati lunghi ed un catino a fungere da lavello.
 
Armi, armature, divise in maglie di ferro sono esposti per gli appassionati del genere.
 
Non saprei dire se sia più sconvolgente o assurda la stanza delle torture, dove c'è una minuziosa spiegazione sull'utilizzo di ogni attrezzo, a volte con annessa illustrazione.
Rivivere nella propria testa, mentre si legge, l'efferatezza di tali azioni ha un effetto che lascia basiti, disgustati e con un'impellente bisogno di aria.
Questa è stata la mia sensazione ed è probabilmente la cosa che ricordo meglio di questa visita storico-artistico-culturale.

 
La mostra delle armi è davvero interessante, si ripercorrono le tappe che hanno portato agli strumenti di guerra contemporanei.
 
Il consiglio: buone gambe, copritevi bene vista l'altura e soprattutto armatevi del classico pelo sullo stomaco, dopo potrete farvi coinvolgere da questa secolare prigione.

Gradara: il ricordo di Paolo e Francesca

castello gradara paolo e francesca
Chiedo scusa per non aver scritto per molto tempo, ma ho solo lavorato, senza concedermi nemmeno una distrazione negli ultimi tre mesi, ma poi grazie al cielo è arrivata la pausa pasquale.
Quindi escursioni fuori porta!
Inizio a raccontarvi di Gradara.
Se percorrete l'autostrada adriatica in direzione nord non potrete non notare un castello arroccato in cima ad un'altura, mentre non vedete l'ora di arrivare al casello di Riccione.
Il consiglio è quello di arrivare un po' tardi a Riccione, per concedervi una deviazione che vi porterà indietro nel tempo.
 
 
Fermatevi a Gradara, salite, salite sino a che troverete la
porta di accesso al borgo.
Una camminata tra ciottoli e botteghe artigiane vi condurrà nella piazzetta da cui si può partire alla volte della passeggiata sul camminamento delle mura, per uno sguardo a 360 gradi sulla Romagna ed i suoi paesaggi.
Terminata la passeggiata continuate la scalata sino al castello e perdetevi nelle sue sale.
Le pareti sono dipinte riproducendo i drappeggi di sontuose tende, in ogni ambiente domina un imponente camino ed il mobilio dell'epoca.
Il soffitto è decorato da un motivo a quadranti in legno con fregi e dipinti che formano delle vere e proprie greche decorative.
 
Ogni camera da letto ha un suo colore, dal rosso ciliegia al verde oliva, con un baldacchino che è in netta concorrenza con il camino, difficile non notarlo.
Particolare cura è stata riservata alla stanza che fu di Francesca, arredi, bauli ed abiti in bella mostra la rendono di impatto.
Essendo una fan di Lucrezia Borgia non ho potuto non apprezzare il suo camerino con un arcaico sanitario per lavarsi costituito da un trespolo che sorregge il bricco per l'acqua e la ciotola dove veniva versata a forma di conchiglia.
 
Usciti dagli appartamenti vi aspettano il verde dei prati ed i raggi del sole che si riflettono sulle imponenti mura di un castello che custodisce i segreti di una grande amore e di morti misteriose.

Una deviazione di un paio d'ore che vi farà vivere un pezzo di storia e ricordare i tempi del liceo e di un incubo chiamato Dante e i canti della Divina Commedia, per scoprire che forse non è più un incubo e non lo è mai stato...

giovedì 31 gennaio 2013

California Bakery: gli States a Milano

Torta al cioccolato belga
Milano è casa mia ed anche se ora non ci vivo più ogni volta che ci torno amo scoprirne le novità ma nello stesso tempo ritrovare le mie ancore, sentirmi al sicuro.
 
Una delle mie ancore è "California Bakery", non solo pasticceria, ma anche delì, per un breakfast o un brunch american style o anche per uno spuntino pomeridiano.
 
Che abbiate voglia di dolce o di salato qui trovate tutto ciò che a livello culinario made in usa è presente nei vostri ricordi.
 
Dalle mitiche new york cheesecake sino a bagel, muffin o chocolate chip cookies: qualsiasi cosa deciderete di provare è davvero ottima ed è come la fanno in America.
 
Torta di cioccolato e pere
Inoltre potrete non solo acquistare i prodotti finiti, se siete di corsa, ma anche i preparati per deliziare i palati dei vostri cari in quei giorni in cui la cucina diventa il vostro regno.
 
Quando mi fermo per il week-end ci vado sempre per il brunch e sono affezionata al bagel con salmone ed i pancakes integrali, perché è la mia colazione tipo quando sono negli USA e mi sembra di essere lì.
 
Ritorno in un delì di New York, con queste seggiole in legno vintage, le pareti colorate, le piastrelle che rivestono parzialmente i muri, i tavoli piccolini, intimi, in legno e metallo, il succo di arancia e la brocca di caffè: non sono più a Milano, ma nella città più bella del mondo, dove tutto è vita.
 
Grazie a California Bakery perché mi fa vivere a New York, il mio sogno di sempre.

giovedì 15 novembre 2012

Guidaci in viaggio

Cosa mi elettrizza e mi fa battere il cuore? Un nuovo viaggio.
Il primo step è l'informazione a 360 gradi: cosa offre la località, quali sono gli usi e costumi e quale è il miglior periodo dell'anno per andarci.
Come farlo low cost? Utilissime le guide di viaggio di Tui.it, sono esaustive, corredate di foto e gratuite.
La mia meta del cuore? I caraibi!
Il prossimo sogno da realizzare? Cuba! 
La terra che mi incuriosisce maggiormente? L'Africa 
Ma come fare? Ecco che Tui.it mi viene nuovamente in soccorso con "Guidaci in viaggio" che spero mi faccia vincere una meraviglioso viaggio a Zanzibar.
Perchè amo viaggiare? Perchè il viaggio termina quando si parte, dopo inizia l'esperienza che ci cambierà per sempre...

venerdì 26 ottobre 2012

Pechino nel cuore: perchè?

Prendo spunto dal commento e dalle domande fatte da un lettore per approfondire l'esperienza Pechino.
Se sia il thè o meno a rendere i cinesi un popolo con un sistema immunitario da paura non lo so, io purtroppo non posso berlo, l'ho comprato per portarlo in Italia e offrirlo ad eventuali ospiti, ma per motivi medici non posso sperimentarne i benefici.
Sicuramente serve un'ottima immunizzazione per stare lì a lungo, in quanto l'igiene per loro è un concetto un pò diverso rispetto al nostro.
Un esempio sono il fatto che ai bambini piccoli non viene messo il pannolino, ma tutti i pantaloni sono dotati di apertura a livello del cavallo per permettere ai bimbi di espletare le proprie esigenze fisiologiche semplicemente accovacciandosi, negli spazi aperti, mentre poi mamma/papà raccoglieranno il "prodotto" prima di andar via.
Questo fa si che l'odore di escrementi sia persistente in giro per la città, anzi in alcune zone è a dir poco nauseante.
Non amano mettere la mano davanti alla bocca quando tossiscono e starnutire "en plein air" è lo sport nazionale, i bagni pubblici sono quasi tutti alla turca e molti sprovvisti di lavandino per lavarsi adeguatamente le mani dopo.
Quindi non è dato sapere se sia il thè o la sopravvivenza della specie a decretare la prode forza dei loro anticorpi.
Per ciò che concerne il cibo diciamo che in linea di massima quello che si trova nei nostri ristoranti si trova anche lì, solo che sono tutti piatti freschi e non surgelati all'origine, essendo quindi fatti al momento il gusto ci guadagna notevolmente.
Ho visto persone uscire dal ristorante cinese in Italia con i conati e lì mangiare per due.
Poi ci sono anche i prodotti tipici che qui non troveremo mai, come i pipistrelli alla griglia o gli scarafaggi fritti, oppure gli stessi animali/insetti vengono usati per preparare delle zuppe.
Per loro il cibo è condivisione, quindi tutto quello che i commensali ordinano finisce al centro del tavolo, sempre rotondo, e tutti possono servirsi la loro razione, anche se non conoscete le persone che sono al tavolo con voi.
Chiedo venia, ma non me la sono sentita di mettere così duramente alla prova le mie papille gustative, per quanto sia una di  quelle persone che quando è all'estero predilige adeguarsi alle abitudini indigene in termini culinari e non solo.
Per il resto sono un popolo, che corre sempre, sono in tantissimi, le file per prendere la metro sono lunghissime ed hanno un'intelligenza molto attiva, infatti basta scambiare due parole con i propri connazionali per tradurre un discorso e loro hanno già imparato la stessa frase in inglese ed italiano.
Hanno il commercio nel sangue, è incredibile vederli contrattare tra loro, per qualsiasi cosa, dal taxi allo shopping, alla cena bisogna sempre controllare i listini ed il conto, oltre al resto in moneta mille volte, anche dopo aver contrattato il prezzo per quasi un'ora; sembra che per loro il tempo sia irrilevante, ne hanno a volontà quando si tratta di trattive commerciali, poi in giro corrono come matti.
Hanno un forte senso della patria, per l'anniversario della repubblica, loro festeggiano per un'intera settimana e arrivano da tutta la nazione a Pechino per rendere omaggio e visitare il mausoleo di Mao, oltre a girare per la città agitando sempre la bandierina rossa.
Sono molto litigiosi, urlano tra loro per inezie, la guida è molto "free" (il nostro tassista si è fatto 10km di strada a scorrimento veloce a 3 corsie contromano perchè stanco di stare in coda), mentre le nuove generazioni sono molto attente ai trend, quindi tutti talmente griffati ed "à la page" da sembrare usciti da una pagina di Vogue.
Non amo di loro il fatto che facciano i tonti quando non gli conviene, un pò come recita il proverbio "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire", quando qualcosa non garba fanno finta di niente, smettono di parlarti in inglese ed asseriscono di non capire.
Esempio eclatante: io ho sempre prelevato dal bancomat o cambiato gli euro che avevo al desk del cambio in hotel, mi sono ritrovata in un ristorante e mi hanno rifiutato una banconota perchè falsa.
A quel punto tornata in hotel ho controllato ma avevo perso la mia copia della ricevuta di cambio con i numeri di serie delle banconote che mi avevano dato, gliela ho chiesta tutti i giorni, sempre a persone diverse, finchè non sono ripartita, da che erano tutti disponibili e parlavano un inglese perfetto in un attimo si sono trasformati in esseri muti e privi di qualsiasi nozione linguistica diversa dal mandarino.
Alla fine stiamo parlando di dieci euro, che in confronto al costo complessivo del viaggio sono un'inezia, ma è una questione di principio più che economica.
Comunque sono tornata a casa con il mio centone falso: souvenir!
Sicuramente gran lavoratori, grandi fumatori, sono su un altro pianeta rispetto a noi, ed è uno di quei posti dove non ti senti a casa, ma turista per sempre, sei diverso e lo sarai sempre, ma questa credo sia proprio la sua bellezza, il suo essere unica, il suo essere Made in China.
Quindi per tutte queste diversità, sia come popolo che a livello linguistico, è uno di quei posti dove non consiglierei di andare nella versione "turista fai da te", a meno di essere esperti viaggiatori.
Sono tornata da tre settimane e già ci tornerei, forse oltre al mal d'Africa c'è anche il mal di Cina? Mah!
 

lunedì 22 ottobre 2012

Pechino: informazioni utili e futili parte 2

Bene siamo sempre a Pechino ed io sono sempre qui a consigliarvi/raccontarvi il mio girovagare per la città delle contraddizioni.

*) Vi manca via Montenapoleone? No problem, i cinesi hanno pensato anche a quello e di giorno potete dirigervi nella centrale e frentica via Wangfujing (c'è anche la fermata della metro con lo stesso nome, non ci si può sbagliare). Centri commerciali stile rinascente, dove troverete stand di tutti i brand del lusso, boutique deluxe e griffe da tutto il mondo, oltre a negozi specializzati e di prodotti tipici, come seta, thè e ventagli.
Al tramonto la sorpresa, la strada si trasforma in un mercato con chioschi di cibo tipico che propongono spiedini di pipistrello o frittura di scorpioni e la buonissima frutta caramellata: sorprendente!

*) Altro giro altra corsa verso il tempio del cielo, dove, come in tutte le strutture del genere, predomina, il rosso, l'oro ed il blu che richiama fedelmente il nome dato al complesso. Anche qui tanto tempo a disposizione, piedi buoni e se non volete impazzire con i trasporti è consigliabile un taxi o un auto con autista per la giornata.
*) Per lo shopping vivamente consigliato il silkstore, dove, contrariamente a quello che accadeva in Sex & the City II, non abbiate timore di fare l'esperienza proibita, anzi "dovete" farla. Vi consiglio di chiedere sempre il prodotto "good quality" ed anche modello e marca specifica di quello che cercate, non vi spaventate se vi porteranno in luoghi macabri e all'apparenza poco sicuri, nessuno attenterà nè alla vostra sicurezza nè ai vostri averi.
Quello che vedete in vetrina non è che uno specchietto per le allodole, i gioielli veri sono gelosamente custoditi.
Lanciatevi pure nell'acquisto della seta al metro o nella biancheria per la casa ricordandovi, tornati a casa, di lavare il tutto anche in lavatrice ma solo con dell'ottimo shampoo "neutro".
 
Se pagate con la carta di credito vi applicano ovunque il 4% di commissione aggiuntiva sul prezzo pattuito, quindi sempre meglio premunirsi di contanti, anche se al piano terra ci sono 2 utilissimi bancomat.
Vi informo che io ho comprato lì un secondo bagaglio da imbarcare in stiva ;-)


*) Per un'esperienza culinaria da leccarsi i baffi provate Tairyo - Sanlitun Village south - Chao Yang District; ci si accomoda lungo un bancone dove un cuoco cucina davanti a voi quello che ordinate, dolce compreso: una libidine la banana saltata con il gelato!



*) Come albergo io sono stata al Novotel, comodo perchè all'uscita della metropolitana alla fermata di Chongwen Men, sulla circle line, servizio ottimo per noi occidentali e sia il concierge che l'ufficio escursioni ci sono stati di notevole aiuto, con traduzioni e bigliettini in mandarino per ogni occasione ed emergenza, inoltre internet free per chiamare casa con Viber a costo zero e messaggi gratis con whatsapp, cosa non da poco essendo le tariffe in roaming davvero alte ;-)

La Cina, come forse tutti i posti dove le differenze con le nostre consuetudini sono ben marcate, è un paese per il quale bisogna partire sapendo che non sarà un viaggio facile, anzi sarà a tratti abbastanza sconvolgente e niente di quello a cui siamo abituati ci può preparare.
Il mio motto è che ogni viaggio termina quando si parte e poi diventa esperienza di vita, in questo caso un'esperienza che se affrontata a cuore aperto lascia un segno indelebile e cambia profondamente.
Per il resto come tutti i posti lasciatevi guidare dall'stinto e dalla voglia di conoscere, dai colori e dai profumi, a volte siate anche un pò burberi ma assorbite ogni attimo che trascorrerete in questa ecclettica città.

(Pechino: informazioni utili e futili parte 1)

... per un pò di emozioni, i miei pensieri from Pek
 

lunedì 15 ottobre 2012

Pechino: informazioni utili e futili

Si parte per Pechino, cosa dirvi?
Prima di tutto scarpe comode, perchè qualsiasi meraviglia della città decidiate di visitare saranno fondamentali, oltre ad un buon allenamento fisico.
Infatti che facciate un'escursione alla muraglia, alla città proibita o al palazzo d'estate, ci saranno chilometri e chilimetri da fare e tante scale, pertanto "scarpe che siano pantofole"!
Essendo la lingua un grosso problema ed allontanandosi dalla città (dove già scarseggiano) le persone che parlano inglese diventano un miraggio, vi consiglio le escursioni con guida parlante inglese e mandarino, specialmente se volete andare alla muraglia che dista due ore di macchina da Pechino o visitare i dintorni della metropoli.
Le mie esperienze da "turista" sono state...
*) Un laboratorio artigiano, dove scolpiscono la giada ed altre pietre dure con minuziosità mediante una punta in metallo sottile collegata ad un braccio metallico provvisto anche di luce ed a sua volta collegato ad uno da cui esce sempre un rivolo costante d'acqua che asporta i residui di polvere formatisi. Tutte le sculture vengono fatte partendo da un blocco unico di pietra, che sia un'imbarcazione o la sfera della famiglia, costituita quest'ultima da tre sfere con diversi fori (stile formaggio emmenthal) che raffigura, partendo dall'esterno, i genitori che avvolgono i figli ed i nipoti, in un abbraccio di amore e protezione dal mondo esterno.
*) La Grande Muraglia, imponente e magica, che trasmette sicurezza sia per la funzione che per la conservazione dopo secoli di vita; prendete pure la funivia per andare su, a piedi è impossibile, anche perchè una volta in alto vi aspettano gradini su gradini, salita e discesa, senza fine.


Entrate in una delle torrette di vedetta per godere di una vista mozzafiato che spazia dal cielo ad una vegetazione rigogliosa e lussureggiante. Nel tornare a valle vi aspetta un mercatino ricco di biancheria per la casa ed abiti in seta, approfittatene, sono molto belli e se sapete contrattare bene, il prezzo sarà tanto conveniente quanto la loro bellezza.


*) La cerimonia del the: è come un bagno in acqua termale, relax per corpo e mente. Ne esisitono per tutti i gusti e per mitigare qualsiasi acciacco, quello che si consuma in genere in filtri in Cina non è considerato vero the, solo quello in foglie essiccate naturalmente è per loro il prodotto tanto adorato e di largo consumo. I cinesi lo bevono come noi beviamo il caffè, basta un cucchiaino di foglie di the nel filtro della borraccia da passeggio o nella tisaniera e poi si può "rabboccare" l'acqua calda sino ad otto/dieci volte al giorno. Le proprietà curative sono efficaci solo se si bevono almeno tre tazze al giorno. Se negli States girano tutti con il bicchiere di caffè, qui girano con il thermos del the.
 
*) Dal baco alla seta: questa è stata forse l'esperienza più intrigante, vedere come una semplice larva, produca un bozzolo che porta a tessuti mordibi e lisci come la pelle di un bambino.


Telaio e attrezzi ormai datati, srotolano il filo che forma il singolo baco per intrecciarlo con altri due, per avere il filo finale sottile e forte che contraddistingue la seta. Noi siamo abituati a vedere solo tessuti, invece producono anche piumini per il letto, caldi in inverno e freschi d'estate, che ti avvolgono come un bozzolo e nella sua sofficità il corpo ritrova la temperatura ideale per un sonno ristoratore.
Io l'ho comprato e vi assicuro che non ho mai provato nulla di simile :-D
*) Villaggio olimpico: maestosi i quattro edifici simbolo delle olimpiadi 2008, situati in un quartiere moderno, dove gli edifici e le strade ricordano più che altro le grandi metropoli occidentali. E' possibile fare un tour guidato all'interno per gli appassionati di sport e anche di architettura.
 
 
*) Piazza Tien an men e la città proibita: quando andate a vedere la piazza più grande al mondo, non potrete non entrare nelle città proibita, i percorsi sono obbligati pertanto armatevi di tanta pazienza, gambe forti e una giornata a disposizione. La piazza è immensa, per entrare al mausoleo di Mao, c'è sempre la coda, idem per i biglietti di ingresso per la città proibita, tenete conto che entrate in un punto ed uscite dalla parte opposta, quindi poi essendo le distanze non indifferenti vi conviene prendere un taxi, non è fattibile un andata/ritorno a piedi. All'ingresso sono comunque disponibili piantine gratuite della residenza , oltre che un desk informazioni dove, grazie a dio, parlano un pò di inglese.
E' sicuramente uno dei posti da vedere, può piacere o meno questa architettura tipica che richiama opulenza, con i colori cangianti e intensi, con i suoi viali e le sue scale, ma la buona riuscita della visita dipende solo dalla vostra resistenza fisica: è davvero un impresa, come tutto in questa città!
 
*) Palazzo d'estate, un pò lontano dal centro, immenso con i suoi due laghetti interni ed il fiume, ma bellissimo. Anche qui ci vuole un giorno intero solo per visitarne una parte, chilometri e chilometri di viali, scale a non finire e per i più temerari, c'è anche il percorso sulle rocce immersi nella boscaglia.
I templi sono ricchi di sculture e finiture in oro, i colori vanno dal rosso al blu, le facciate sono ricoperte da bassorilievi e incisioni, la vegetazione florida.

Sconvolgente il gigantesco barcone in pietra sul fiume e se poi ne avete voglia potete sempre fare una gita sulla barca dragone che fa fare il giro della tenuta sul fiume, per una visuale a 360°C.
 
Credo di avervi stancato...ops!
Ma non finisce qui ... a breve la terza puntata di questo viaggio incredibile :-)

Pechino: informazioni utili e futili parte 2

... e poi le mie emozioni from Pek

 




martedì 9 ottobre 2012

Pechino: i miei pensieri

Grazie ai sentimenti sinceri e profondi che legano le persone, fondamentali per definire una leale amicizia, mi sono ritrovata in Cina con Ale.
Grazie a Facebook che ha rimediato a numeri di telefono smarriti ed a venti anni di spostamenti, gioie e dolori ... eccoci di nuovo insieme pronte a conquistare "il mondo".
E gli ultimi venti anni scompaiono in un volo Roma-Pechino di Alitalia a cui vanno i complimenti per la coperta Frette e un plauso all'equipaggio per un decollo e atterraggio effetto "piuma" oltre ad un servizio di assistenza attento e puntuale, inoltre per una volta il cibo in aereo era commestibile (evento molto raro).
Per il soggiorno sono consigliati gli alberghi di catene internazionali per avere un servizio ed una pulizia che rispecchia maggiormente gli occidentali e per avere un interlocutore che parli uno scolastico inglese, se invece avete dimestichezza con la lingua e non vi spaventa nulla, provate una struttura tipica a gestione locale, ma occorre uno spiccato spirito di adattamento:non è un paese per tutti.
La lingua è un vero scoglio in Cina visto che parlano tutti solo il mandarino, ma quasi nessuno inglese ed oltre alla metropolitana ed all'aeroporto, troverete solo sinogrammi, questo rende la vacanza logisticamente impegnativa; noi abbiamo ovviato facendoci scrivere dal concierge tutte le destinazioni in mandarino per poter "comunicare" con i tassisti.
Ci sono tanti taxi, sia regolari (con tassametro) che abusivi (con cui dovrete sempre contrattare prima la tariffa), in caso di orario di punta conviene il trasporto poco convenzionale, se non c'è molto traffico prendete pure il taxi, costa veramente poco.
Quando vi recate in un negozio, ristorante o comunque in qualsiasi attività commerciale, occorre fare molta attenzione, chiedete sempre lo scontrino e controllate gli importi prima e dopo il pagamento (tendono a sbagliare volontariamente ed a variare un prezzo esposto nel tragitto che lo separa dalla cassa al vostro scontrino), oltre che al resto, cercate sempre di avere poche banconote da 100Y poichè i tassisti sono degli ottimi prestigiatori, pertanto voi pagate con una banconota fresca di bancomat e loro ve la rendono falsa pretendendo un cambio (le banconote false da 100Y hanno la scritta 100 in colore verde non cangiante ed anche il tipo di carta è diverso).
Se non  amate la folla, essere strattonati e dover sgomitare per salire o scendere da un vagone della metro, forse non è la città che fa per voi.
Le immagini che vedete della folla che si muove per le vie di NY o che attraversa la strada nei film ambientati negli States rappresenta solo una minima parte del formicaio in cui vi ritroverete a Pechino.
Fiumi di gente in ogni dove...
Non abbiamo particolarmente risentito dell'elevato tasso di smog che caratterizza la città perchè siamo arrivati quando aveva appena finito di piovere per tre giorni, altrimenti la cortina è così spessa che non si vede nemmeno il sole: fortunelli!
Il clima è rigido in inverno e torrido nei mesi estivi, pertanto si consiglia di visitarla in primavera e autunno ma ricordatevi di vestirvi a strati, è una di quelle città dove esistono le mezze stagioni pertanto è fresco al mattino presto ed alla sera, ma durante le ore più calde la temperatura sale ed il caldo si fa sentire (non meravigliatevi se in metro l'aria condizionata vi farà gelare, vista la moltitudine di gente è necessario per tutelare la salute di tutti).
E' uno di quei posti che ti fanno sentire turista, ma che ti colpiscono, che ti fanno amare ciò che è diverso, una di quelle esperienze che colpiscono nel profondo, che ti fanno amare ancora di più ciò che ti aspetta a casa o decidere di cambiare radicalmente al ritorno: è la sorpresa che stravolgerà la tua vita.
Dettagli su cibo, monumenti e shopping nel prossimo articolo ... per ora vi lascio sognare ;-)

Pechino: informazioni utili e futili
Parte 1 e Parte 2

mercoledì 12 settembre 2012

Perchè adoro NY?

E' questa la domanda che una persona mi ha fatto e sulla cui risposta ho riflettuto.
Perchè se dovessi scegliere in quale città andqare in vacanza "tutta la vita" sceglierei New York?
Perchè è come il sole per le piante, l'insulina per i diabetici, il pane per gli affamati: è un'overdose di vitalità.
Perchè quando il sole tramonta, le luci illuminano il cielo, perchè con qualsiasi tempo senti nelle vene una scossa elettrica che ti dà quel brivido di eccitazione, come quando a Natale ci si appresta ad aprire il regalo: la sorpresa, perchè NY è la sorpresa, sempre...
Per la gente che invece di camminare, "corre", per il suono dei clacson senza sosta, per i deli aperti ventiquattrore, per le mattonelle colorate in metrò, per la "multiculturalità", per la gente che viene da tutto il mondo e va in tutto il mondo, per respirare nell'aria cos'è essere americano e come ci si sente ad esserlo.
Per la Grand Central Station ed i suoi soffitti, per il suo orologio, per stare lì seduto a veder passare la vita, per mangiare le ostriche al forno con formaggio e spinaci.
Per Broadway e i suoi teatri, per cercare lo zio d'America, per affrontare la scalata della statua della libertà o camminare sul ponte di Brooklyn, perchè ogni volta che ci torni è diversa, ogni volta è come la prima: indimenticabile!
Per una tbone o un brunch, per le vie di sex&the city, per camminare con gli occhi al cielo, per bere un caffè davanti alle vetrine di Tiffany, perchè come diceva Holly Golightly (Audrey Hepburn) nel mitico film "Colazione da Tiffany" - ...in quel silenzio, quell’aria solenne, non può capitarti niente di brutto...-.
Per vedere la signora dell'upper east side che esce in pigiama e pelliccia a fare una passeggiata con il cagnolino, per un macaron da Ladurée, un cupcake da Magnolia o una scorta di prelibatezze da Dean & Deluca, per una vetrina un pò sudicia che nasconde un sarto e le sue creazioni senza tempo, per perdersi nelle stanze del Moma e guardare il tramonto dalla terrazza dell'Empire e perchè no? per farsi defecare in testa da un piccione! (in 38 anni mi è successo solo a NY e per ben tre volte di fila nella stessa giornata!!!!).
Per il toro a Wall Street, per ground zero, per le luci di time square, per le confezioni giganti (di qualsiasi cosa!), per il chiosco degli hot-dog, per il giro in carrozza a Central Park...e per tutto quello che non ho visto o non ricordo, per tornarci ancora e ancora.
E per essere pratici ecco dei consigli utili...da non perdere :-D
HOTEL
Palace Hotel per i fan di Gossip Girl
Roger Williams per la posizione e per lo stile minimalista
Starhotel Muchelangelo per un'eleganza classica
Night Hotel per gli appassionati dell'optical anni "70
Houdson Hotel per chi vuole entrare nel mondo di Philippe Starck
e poi ... raccomando vivamente la catena W Hotel e Morgan

RISTORANTI
Oyster Bar & Restaurant - all'interno della Grand Central Station
Katz's - i sandwich al pastrami migliori di NY e poi ...da non perdere il tavolo del famoso orgasmo del film "Harry ti presento Sally"
Carnegie - il miglior deli della città e lo potete raggiungere a piedi dopo una visita al Moma
Artisanal - bistrot specializzato in formaggi
Fraunces Tavern - ambiente accogliente e conservato come alla fine del 1700 quando George Washington lo usava per riunioni informali con i suoi ufficiali
Bubba Gump Shrimp Co - dedicato a Forrest Gump, con le bandierine Run Forrest/Stop Forrest per continuare a mangiare o "chiamare il cameriere"

Io adoro il MoMa, ma in fatto di musei e mostre vi conviene consultare qualche giornale quando siete lì o online, una città come NY, offre arte per tutte le tasche, i gusti e le occasioni 365 giorni all'anno (ecco perchè è impossibile non amarla!).

Per i biglietti del teatro, provate l'acquisto last minute scontato nei chioschetti che ci sono in giro nel Theater District (anche se comuque scegliate non sono mai particolarmente economici), mentre per i biglietti degli eventi sportivi provate ticketron o ticketmaster.

Per lo shopping affidatevi ai vostri sensi ed al vostro istinto, ma se avete comunque bisogno di indicazioni uno solo è il guru: la guida sulla città pubblicata da Louis Vuitton annualmente (non spaventatevi, costa come tutte le altre guide, ha solo un packaging molto più glamour e dei contenuti attendibilissimi e per tutte le esigenze).J'adore LV!

E poi ... fatevi trascinare dalla corrente ... o dal bruco ;-)


 
 

sabato 1 settembre 2012

Salento: tradizione, mare e gusto

Ecco una guida che riporta alle origini ma che ti fa sentire anche turista, avendola lasciata da venti anni.
I paesi dell'entroterra vi sorprenderanno per l'ambientazione di altri tempi, dove non si chiude a chiave la porta di casa, ma si lascia aperta perchè i vicini possano accedervi a loro piacimento, per un caffè, per chiedere un pò di sale o regalarvi qualche zucchina appena raccolta o semplicemente per un saluto, perchè la casa è accoglienza e l'anima altruista e buona.
Le abitazioni sono ad uno o due piani al massimo, grandi, spaziano dai colori accessi al bianco più candido, ma in tutte troverete in "inserto", anche solo un vaso o una lampada scolpiti nella pietra leccese (roccia calcarea tipica della zona di un colore che vira dal bianco al giallo paglierino).
La sera è uso comune sedersi davanti all'uscio a ridosso della strada a chiacchierare e rilassarsi dopo la calura del giorno appena trascorso, in attesa di smaltire la cena per avere poi un sonno ristoratore.
Non sarà difficile imbattersi in qualche corteo sacro (detto processione) in onore del santo patrono o della Madonna, sia via terra che via mare, e poi la sera sarete travolti da musica, canti popolari, venditori ambulanti e chioschi di cibo tipico, oltre agli immancabili fuochi di artificio.
L'estremo lembo del tacco d'Italia e della penisola salentina stessa è la località di Santa Maria di Leuca, spartiacque tra Mar Jonio e Adriatico e tra le relative coste.
Lungo il versante jonico troverete spiagge bianche e finissime, acqua limpida e trasparente che vi riporterà con la mente alle Maldive (infatti c'è una zona della costa denominata appunto Maldive del Salento, per la somiglianza spiaccata con le famose isole).
Lungo quello adriantico è la roccia a farla da padrona, con l'acqua profonda e dai colori che vanno dal verde smeraldo al blu più profondo e lontano, sino a perdersi nell'orizzonte.
Infatti in questa zona potrete visitare la grotta zinzulusa, formazione carsica, ricca di stalattiti e stalagmiti che i vecchi abitanti hanno paragonato agli "zinzuli" (letteralmente "stracci") e da cui ne deriva il nome.
Tra le varie attività per conoscere meglio questa zona del nostro paese ci sono:
escursione in barca tra le varie grotte presenti sulla costa ed a cui si accede solo dal mare (vi ritroverete in cavità scavate dal mare, dove i minerali e l'erosione della roccia a contatto con l'acqua salata hanno prodotto un arcobaleno di colori e forme che ricordano un drago, o la Vergine Maria con Gesù in braccio, oppure la classica natività, senza contare quelle all'interno delle quali si nasconde una spiaggia rosa o dell'acqua dolce - fornitore consigliato Sailorman);
escursione notturna con degustazione di piatti tipici in catamarano: si parte da Torrevado in direzione Santa Maria di Leuca e ci si ferma vicino alla località di San Gregorio, lontano dalla riva, viene calata l'ancora ed un sistema di illuminazione che farà risplendere il fondale sotto e intorno all'imbarcazione; dopo un bagno che rilassa il corpo e la mente verrete rifocillati con un buffet di prodotti locali, bibite e per smaltire il cibo sulla via del ritorno, tanta musica e balli (fornitore consigliato Escursioni la Torre);
notte della taranta a Melpignano (tutti gli anni a fine agosto), per ascoltare la pizzica e imparare il ballo della "taranta", appunto;
sagre e feste popolari nei vari paesini per assaporare la cucina locale e le tradizioni;
giro nel centro storico di Lecce e visita ai suoi monumenti barocchi;
passeggiata tra le vie di Otranto sino a raggiungere il castello e senza perdersi il rosone della cattedrale;
un bagno ristoratore alle terme di Santa Cesarea;
E poi c'è la parte enogastronomica:
Rustico (fagottino di pasta sfoglia ripieno di besciamella, mozzarella e pomodoro, da gustare preferibilmente caldo, ma non troppo :-))
pizzi (panini con all'interno verdure quali cipolla, peperoni, pomodori, olive)
Frisa con il pomodoro (tarallo fatto con la pasta tipo quella di pane, biscottato, che viene leggermente bagnato per farlo ammorbidire e poi condito con pomodoro fresco, olio, sale e origano; questa la versione tradizionale ma ci sono anche varianti molto più creative);
pittule (impasto simile a quello della pizza, ma molto più mordibo e leggero, da cui si ricavano delle palline che vengono fritte, nella versione minimalista senza niente, oppure farcite alla pizzaiola o per i più golosi con uno spesso strato di nutella sopra);
puccia farcita (pane tipico leccese ripieno di tutto quello che vi passa per la testa, stile millegusti);
ciceri e tria (pasta fresca condita con un sughetto di frutti di mare e ceci, che viene decorata con parte della pasta fritta per dare croccantezza al piatto - la più buona la potete mangiare da Terra Antigua a Torrevado tel. 3476941706);
sagne e orechiette (pasta fresca tipica a forma di tagliatelle arrotolate e le tipiche orecchiette che sembrano dei cappellini da pescatore in miniatura);
pezzetti (polpa di carne di cavallo, macerata nel vino e poi cotta nel sugo di pomodoro sino a renderla morbidissima);
gnummareddi (involtini di fegatini di agnello - per un ottima carne alla brace vi consiglio la Braceria Petracca);
salamura (peperonni verdi piccanti fritti e poi conditi con un soffritto di cipolla e pomodoro per smorzare l'amaro);
e per concludere il top della cucina salentina "il pasticciotto", fagottino di pasta frolla ripieno di crema o crema e amarena o per i più golosi crema e cioccolato (assolutamente da non perdere!!!)
 
L'unico consiglio è quello di saltare in macchina o in sella alla vostra moto e girovagare per le strade di paese, la costa, fermarvi ogni qualvolta un paesaggio vi colpisce, fare un tuffo per rinfrescarvi e poi continuare il vostro "viaggio" nella terra "de lu mare, de lu sule e de lu vientu" (del mare, del sole e del vento).