mercoledì 12 dicembre 2012
mercoledì 5 dicembre 2012
Shakti da Fichera
Ristorante in quel di Longiano, nell'entroterra romagnolo, a metà strada tra Cesena e Rimini.
Entrando ci si ritrova in un ambiente accogliente ed originale, fuori dai soliti canoni di arredamento, dove predominano i toni caldi ma decisi allo stesso tempo.
La mise en place è semplice ed essenziale ma perfettamente integrata con l'arredamento.
La cucina è il regno di Francesco Fichera, in sala la regina è sua moglie.
Una location di classe, elegante, ma dove non puoi non sentirti a casa, coccolato da due persone fantastiche che sanno consigliarti il vino ed il piatto giusto.
Io mi sono lanciata in una degustazione, affascinata dai racconti e dalla ricerca che ogni giorno Fichera fa sui prodotti migliori e sulle origini delle tecniche di cottura.
E' tutto self made, dal pane (non perdetevi i mini-panini a base di lenticchie) alla pasta.
Le mie papille hanno avuto un vero e proprio orgasmo appena sono entrate in contatto con la mousse di cachi accompagnata da castagne arrosto e manzo affumicato: non riesci a fermarti una volta iniziato a mangiare.
Francesco è anche riuscito a farmi mangiare un crostone con testina e riduzione di birra alla liquirizia (che deve il nome ai suoi bevitori più affezionati di un tempo: gli scaricatori di porto inglesi) ed io non mangio la "testina"!!!
Deliziosa.
Altra nota deliziosa una polpettina di coda alla vaccinara con panatura di frumento e le patate cotte nella cenere alle erbe aromatiche.
A pari merito con la mousse di cachi si sono classificati gli spaghetti alla matriciana, nella versione originale della ricetta, dove lo spaghetto è alla chitarra, ruvido e spesso, non esiste la salsa di pomodoro ed il guanciale è croccante al punto giusto: avrei chiesto il bis se non avessi avuto altre quattro portate ad attendermi.
La carne sia di bufalo che di maialino è risultata sempre saporita e tenerissima, la prima accompagnata dalla mitica patata alla cenere ed alle puntarelle, la seconda con deliziosi cipollotti al marsala.
Bisognerebbe quindi scrivere un post solo per i dolci: zabaione al mango con riccioli di cioccolato e torta di ricotta con confettura di albicocche.
La sensazione che ho provato dopo una cena così?
Avrei iniziato nuovamente a mangiare, avrei chiamato tutte le persone che conosco e gli avrei detto di raggiungermi per condividere questa esperienza con loro.
Perché? Cosa rende speciale Da Fichera? La riscoperta della cucina della tradizione, dei sapori del sud, che ti entrano dentro, dei metodi di cottura differenti e calibrati su ogni tipologia di materia prima, la selezione della stessa.
Porti la forchetta alla bocca e ti si apre il portone dei ricordi, il cuore si emoziona e ti sembra di ritornare nella cucina della nonna, dove c'era odore di casa e di buono.
| Fichera alla Prova del Cuoco - Rai1 |
Tradizione e modernità sapientemente bilanciati, per attualizzare le reminiscenze del gusto.
Non pensateci due volte: correte da Fichera!
martedì 20 novembre 2012
QuartoPiano
E' il nome di un ristorante che occupa il quarto piano di un "centro congressi" e si estende anche al quinto con una meravigliosa terrazza da cui si vede tutta la città.
Dove? A Rimini.
Ci sono stata in occasione di una serata dedicata al matrimonio ed alla sua organizzazione a 360 gradi degustando un menù tipo a base di carne ed uno a base di pesce.
Sicuramente un plus per la scelta della cristalleria, molto belli i bicchieri, sia per il design che per il fatto di essere in vetro molto sottile.
D'effetto le cascate di swarovsky che dominano l'ambiente riflettendo la luce e creando un gioco che rende superfluo ogni tipo di allestimento.
Il servizio è stato accurato e puntuale, senza lunghe attese tra una portata e l'altra.
Ho gradito particolarmente il menù di carne, ottimo l'antipasto di lombata di coniglio con ripieno di fois gras e fantastico il filetto con panatura di porcini con una cottura perfetta: media ed al punto giusto.
Perchè l'ho preferito? Perchè aveva quel "quid" in più rispetto a quello di pesce, buono anche quello ma gli mancava quel qualcosa che colpisce al cuore.
Sono andata invece in brodo di giuggiole per la loro crema cagliata al limone con un velo di cioccolato in superficie, nonostante la sazietà del pasto ormai terminato, ne avrei mangiata una quintalata.
Le materie prime e la presentazione dei piatti è eccellente oltre che curata, ma senza essere pretenziosa, anzi invita all'assaggio, contrariamente a molti ristoranti che presentano le portate come assurde costruzioni simili a castelli di carte, dove appena cerchi di mangiare crolla tutto.
Lo consiglio vivamente ed è tra quei ristoranti in cui tornerò più che volentieri perchè mi è piaciuta la cura dimostrata sia per il cibo che per il cliente, due caratteristiche per me fondamentali.
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